facciamo così: rebloggate scrivendo la data del vostro compleanno, chi leggerà questo post il giorno del vostro compleanno, vi farà gli auguri. io metteró i vostri blog su un’agenda. così, rendiamoci un po’ meno soli almeno al compleanno.

inizio io, 14.01.

pesantecomeunalibellula. (via pesantecomeunalibellula)

2 ottobre.

(via bastarci)

4 maggio

(via dreamersus)

10 luglio

(via nobodycarestoomuch)

22/04 

(via oggiforsenonammazzonessuno)

21 dicembre.

(via incadutaliberanelvuoto)

11 maggio..

(via odero-sipotero)

21 gennaio.

(via gocciainunoceano)

22.04

(via esuimieipolsisentofreddo)

24.09.

(via stopensandoate)

02-11

(via sonotantofaciledadimenticare)

17.04

23 agosto 

(via laragazzachenessunovuole)

5 marzo.

(via selfharmforeverwithme) 9 novembre

(via laragazzachescappavadalmondo)

16 luglio.

(via frammentidelmiocuore)

28 ottobre.

(via vento-gelido)

Ventotto novembre.

(via fossilbird)

dodici dicembre

(via semifermopiango)

Nove febbraio

(via cutthememories)

20 febbraio.

(via polveredeisogni)

20 febbraio.

(via polveredeisogni)

28 gennaio.

(via uraganidentrochetormentano)

oddio anche io 14 gennaio

(via stelleincollisione)

Oggi, 16 aprile.

(via occhimacchiati)

12 aprile

(via sechiudogliocchimisentocadere)

19 novembre.

(via -480kmlontanadaltuosorriso)

1 Gennaio.

(via laprimastelladelcielo)

5 novembre :)

(via fragili-illusioni)


Sono stata sempre disposta ad ascoltare gli altri senza aver mai avuto il coraggio di dire quello che avevo dentro io.
Mi vengono i brividi quando ti guardo. (via mivengonoibrividiquandotiguardo)

Dicono tanto delle femmine al volante, ma i maschi al volante, con il cellulare, che ti tamponano da dietro sono delle teste di cazzo allucinanti.


nosense-mind:

Vittimismo più egocentrismo 
 ‘io’ ‘io’ ‘io’ …conosci qualche altro pronome o per quanto ti accontenterai di questo?per sempre conoscendoti.

nosense-mind:

Vittimismo più egocentrismo
‘io’ ‘io’ ‘io’ …conosci qualche altro pronome o per quanto ti accontenterai di questo?per sempre conoscendoti.


Caro David,
abbiamo perso i contatti da un po’ e così ho avuto il tempo che mi serviva per riflettere su me stessa.
Ti ricordi di quando mi hai detto che dovevamo vivere insieme ed essere infelici per poter essere felici?
Considerala una testimonianza di quanto ti amo aver passato tanto tempo a sforzarmi di accettare la tua offerta; ma un amico l’altro giorno mi ha portata in un posto sorprendente, l’Augusteo […]
è uno dei posti più silenziosi e solitari di Roma. La città vi è cresciuta intorno durante i secoli… è come una ferita preziosa, come una tristezza a cui non vuoi rinunciare, perché è un dolore troppo piacevole.
Tutti vogliamo che le cose restino uguali, David, accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere sé stesso, e mi sono sentita rassicurata.
Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è restare attaccati a ogni cosa.
Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione.
Anche in questa città eterna l’Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo essere sempre preparati ad ondate infinite di trasformazioni.
Sia io che te meritiamo di più che stare insieme perché altrimenti abbiamo paura di essere annientati.

Per essere felice, devi sapere dove sei in ogni momento. Questo è equilibrio perfetto, proprio a punto tra cielo e terra. Non troppo “Dio”, non troppo “io”, altrimenti vita troppo pazza. Tu perdi equilibrio, tu perdi potere!
Ketut (via pensierinattesa)

Accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi.
Mangia, prega, ama (via agisci-per-te-stesso)

Meglio chiuderli quei rapporti che non avranno mai una direzione esatta, che si mantengono sempre sull’orlo e non precipitano mai.
Scegli tu per loro.
Digli addio.

Questo mio apparire forte e che supero tutto, è come se m’avesse marchiata.È un po’ come se avessi scritto in fronte: “Passatemi sopra, schiacciatemi a dovere, tanto mi rialzo comunque”
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (via bye-bye-bombay)

E io lo so che mi mancherà, anche se non riuscirò mai ad ammetterlo. Farò finta di niente, fingerò che questi anni non mi siano passati dentro, fingerò di averli scordati o di non averli vissuti mai.
Valentina D’Urbano, Il rumore dei tuoi passi (via comeunastelladanzante)